17.01.2018 MARGHERITA

MARGHERITA

Frugo affannosamente alla ricerca delle chiavi, ma pare che quelle maledette non vogliano spuntare nel caos di libri, riviste, scontrini, biglietti della metro, fazzoletti e di tanti altri oggetti più o meno utili che si affastellano nella borsa di una ragazza evidentemente disordinata. Finalmente le trovo, nascoste in una tasca interna di cui avevo dimenticato l’esistenza. Con un sospiro di sollievo penso alla lavata di capo in cui sarei incappata se le avessi perse. Oggi infatti tocca a me aprire la piccola biblioteca di viale rivoluzione in cui lavoro da qualche mese. Entro nella penombra della stanza e vengo investita dall’odore così tipico di questo luogo, un misto di vecchia carta impolverata e legno antico, un odore che ormai mi si è attaccato alla pelle e che porterò sempre con me. Forse è un odore che ha sempre fatto parte di me e che parla di infanzia, del tempo in cui le storie, prima di essere inchiostro su carta stampata, erano le fiabe che vivevano nei racconti dei miei nonni e che hanno in qualche modo determinato il mio destino. Da allora infatti la letteratura è diventata la mia più grande passione, tanto che al momento di scegliere l’università, tra mille dubbi e perplessità, ho deciso di iscrivermi a lettere, disattendendo le aspettative di chi mi voleva vedere laureata in economia. Proprio qui, fra i corridoi di Festa del Perdono, la mia attenzione è stata attirata un giorno da un annuncio che diceva «Cercasi bibliotecaria per collaborazione part-time, Biblioteca di viale rivoluzione». Queste parole sono risuonate per me come un richiamo, ed ora eccomi qui, a passare le mie giornate fra vecchi volumi dalle pagine ingiallite, recenti pubblicazioni dalle copertine sgargianti,  e ad osservare sui volti delle persone la gioia per essere incappate in quella rarità fuori commercio, introvabile in libreria. Mi siedo al mio tavolo e controllo le mansioni della giornata: scrivere un’e-mail per richiamare l’attenzione del tesserato distratto che ha un prestito in ritardo, rinnovare i prestiti dei tesserati attenti che hanno richiesto una proroga, fare un paio di ordini e infine sistemare sugli scaffali i libri che mi attendono nel deposito. Dopo aver portato a termine queste incombenze, posso finalmente sprofondarmi nella lettura di quel libro lasciato a metà questa notte, quando il sonno ha ahimè avuto il sopravvento. Mi rituffo nella borsa. Purtroppo il libro non c’è, nella fretta della mattina l’ho dimenticato sul comodino. Pazienza, sarà una giornata un po’ più triste senza di lui.

Questa rubrica è dedicata a chi ama leggere e divora un tomo dopo l’altro, a chi vorrebbe leggere di più ma non ha abbastanza tempo per farlo, a chi sta pensando di regalare un libro ma non sa quale scegliere, a chi non legge ma pensa che sia il momento giusto per iniziare a farlo.

Se volete seguirmi, prego, voltare pagina.

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