14.02.18 MARGHERITA

MARGHERITA

LA SIGNORA DELLE CAMELIE – Dumas figlio

Una mattina di inizio dicembre, camminando con aria assonnata e distratta fra i corridoi della metropolitana, la mia attenzione si è d’un tratto destata. Ho levato lo sguardo e lui era lì davanti ai miei occhi, con quel suo familiare colore di finta pergamena e quelle scritte dal carattere inconfondibile. Mi sono avvicinata per leggere meglio, e lo stupore ha lascito posto all’emozione alla vista del titolo del balletto con cui si sarebbe aperta la stagione 2017-2018 del Teatro alla Scala: La Dame aux camélias di John Neumeier.

Ogni volta che si recitava una nuova commedia, si poteva essere sicuri di incontrarla, con tre cose che non l’abbandonavano mai, e che occupavano sempre il parapetto del suo palco di prima fila: il binocolo, un sacchetto di dolci e un mazzo di camelie. Per venticinque giorni del mese le camelie erano bianche, e per cinque erano rosse; non si è mai conosciuta la ragione di questo mutamento di colore, che io menziono senza saperlo spiegare, e che era stato notato anche dai suoi amici e dai frequentatori abituali dei teatri dove essa si recava più sovente.

Non posso fare a meno di commuovermi pensando all’infelice amore di Armand Duval e Marguerite Gautier, i protagonisti de La signora delle camelie, romanzo scritto nel 1848 da Dumas figlio e da cui il balletto è stato tratto. La storia narrata da Dumas, un amore passionale fra una bellissima cortigiana e un giovane romantico, contrastato dalla famiglia di lui e minacciato dall’incombere della morte per tisi che condannerà la donna, è ispirata alla relazione che l’autore intrattenne con Marie Duplessis, la cortigiana più nota a Parigi al tempo di Luigi Filippo. La passione amorosa che ebbe come teatro la campagna di Saint-Germain-en-Loye, piccolo comune dell’Ile de France, e che nel romanzo viene trasposta nel villaggio di Bougival, stroncata improvvisamente da una missiva di Dumas, che gettò la Duplessis nella disperazione e fra le braccia del compositore Franz Liszt, fornisce al romanzo svariati spunti narrativi, mentre l’elemento di opposizione rappresentato dalla famiglia è ispirato alla relazione contrasta fra la Duplessis e Agénor de Granant, un giovane proveniente da un famiglia illustre e destinato a ricoprire un ruolo politico di primo piano nella Francia di Napoleone III.

La vita mondana parigina, fatta di feste, balli e prime rappresentazioni nei principali teatri della città, fa da sfondo ad un amore in cui sentimenti, denaro e convenzioni sociali sono strettamente intrecciati e concorrono a determinare il fallimento di una passione autentica.

Romantici sognatori fanno ancora visita alla tomba di Marie Duplessis, sepolta nel cimitero di Montmartre, così come Dumas. Chissà se il custode del cimitero porterà ancora camelie bianche sulla tomba di Marguerite?

L’ultima volta che era venuta a casa mia, si era seduta nello stesso posto in cui era seduta ora; soltanto, da quell’epoca, era stata l’amante di un altro; altri baci avevano sfiorato le sue labbra, verso le quali le mie si protendevano mio malgrado; e tuttavia sentivo di amare quella donna altrettanto o forse più di quanto non l’avessi mai amata.

Consigliato a chi vuole lasciarsi trasportare da un amore romantico e struggente.

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