15.02.2018 BIANCA

BIANCA

LETTERA SULLA MEMORIA

Milano, 15 Febbraio 2018

 

Cari Lettori,

Quando sono di cattivo umore vado sempre a camminare, mi piacciono gli spazi aperti quando devo pensare, quando ho un peso dentro e ho bisogno di lasciarlo andare, quando devo piangere e una stanza diventa troppo stretta, quasi non possa contenere tutto.
Sono andata a camminare e per la prima volta ho scoperto che c’è un museo archeologico in questo paesino. Mi chiedo cosa ci possa essere di veramente archeologico qui. Mi sono sempre immaginata un museo in grande, con dentro almeno un dinosauro e non un sasso di una minuscola città.
Camminavo per il parco e sono giunta ad un campetto di pallacanestro completamente in rovina, oppure era i mio umore e il paesaggio spoglio a renderlo tale. Mi sono avvicinata per vedere quali erano le sue condizioni reali e ho visto una rete, dei graffiti e in alto una scritta: “Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi”. Quel posto abbandonato, deteriorato dal tempo e dall’uomo , aveva il segno di una delle più grande memorie: l’amore.
A quel punto non sapevo cosa ci poteva essere veramente dentro quel museo e non mi interessava, perché mi sono immaginata quanta storia ci potesse essere lì fuori.
In quel graffito c’era un pezzo di storia e chissà quante altre tra quelle foglie, panchine, alberi.
Mi sono chiesta quanta gente sia passata per quelle stradine proprio come me, quanti amori siano nati, quante persone siano andate lì per piangere o in cerca di qualche risposta, quanti addii quel parco abbia collezionato. Una collezione unica, rara e da far invidia.
Ho sempre pensato che la versione migliore di una storia sia custodita nel cuore di chi l’ha vissuta e quello che riesce a trasmetterti, a insegnarti.
Se ti raccontassero come si fa a costruire un muro, probabilmente ti spiegherebbero chi l’ha progettato, quale cemento hanno usato e la tecnica utilizzata, e tu non proveresti nulla. Ma se quel muro ti raccontasse o se tu riuscissi a cogliere con i sensi la delicatezza con cui l’hanno fatto oppure quanta rabbia ci hanno messo in certi giorni o la felicità di chi l’ha finito , allora guarderesti quel muro con occhi diversi, come io ho guardato quella chiesetta.
Ho visto l’amore, l’amore era passato e uno aveva lasciato la sua testimonianza. Qualcuno era stato in quel posto e aveva amato.

Mi sono ricordata che la vita è la più grande delle mostre, ed è gratis. Una vera e propria svolta.

 

Buona visita,

 

Bianca

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