20.02.18 EMILIA

emilia

Solito mortorio nella fascia oraria delle tre-quattro. Il mio precario stato di salute m’impedisce di mettermi in maniche di camicia per passare lo straccio e perdere quel poco di voce che mi rimane straziandomi le corde vocali sulle canzoni del Boss, da vera working class hero del Wisconsin; non mi resta che prendere il mio block notes e passare il tempo affidando ai posteri le mie oltremodo poco significative memorie.
Cominciamo.

LE OLTREMODO POCO SIGNIFICATIVE MEMORIE DI EMILIA B.
Capitolo 3 – Come anticipato nel cappello introduttivo, una giornata no

SONO LE NOVE ANZI È MEZZANOTTE, E TUTTI I BARBOGI DEL PIANETA, SEDUTI SUL SOFÀ, SORBISCONO SHERRY, MENTRE CHI AMA IL ROCK ED IL ROLL È PRONTO A ROCKARE E A ROLLEGGIARE ANCORA UNA VOLTA. SIETE SU RADIO ROCK E IO SONO LA CONTESSA, E CONTO SU DI VOI PER IL CONTO ALLA ROVESCIA, ALL’ESTASI, E AL ROCK… ALL DAY. AND ALL. OF THE NIGHT.

E poi è partita All Day and All of the Night, per davvero.
E poi ancora ero talmente sbronza che sono volata giù dal divano dove mi ero arrampicata per la mia dichiarazione, con buona pace dei Kinks.
Annoto rapidamente che nessuna porzione del mio corpo è rimasta più che ammaccata da quello che ieri pareva un ruzzolone giù per una scarpata alpina e che stamattina, a mente lucida, si è rivelato essere un capitombolo a bassissimo rischio, e mi appresto senz’altro indugio a riavvolgere la mia immaginaria pellicola per rintracciare gli antefatti di questa deplorevole storia: eccomi lì, ieri sera, diciamo verso le otto, mentre mi preparo per la festa di laurea della mia amica Teresa. Teresa ha una bella testa, ha sempre avuto una bella testa; e ora il suo centodieci con la distinzione della lode conferma al mondo intero quello che non mi sono mai stancata di dire a tutti quelli che fossero stati disposti ad ascoltarmi. Ma continuo a divagare; dunque, mi preparo, esco di casa, andiamo in quel posticino carino in centro dove puoi prendere oneste sbornie senza ipotecare la casa, cominciamo a festeggiare. Solo che: non è che la mia vita in questo periodo sia il massimo della serenità, non è che io e le mie amiche, da che mi sono trasferita qui a Milano, ci vediamo proprio spessissimo, perciò quando ci vediamo è festa grande, non è che io abbia le mani bucate, ma era giorno di paga e la generosa scialacquatrice che alberga in me si è, come dire, lasciata prendere un poco la mano – offri di qui, e offri di là, un sorso per tacitare cervello e coscienza, l’altro per celebrare col doveroso entusiasmo l’en plein della mia camerata, insomma è andata a finire che la distanza sino a casa l’abbiamo coperta grossomodo nel doppio del tempo che ce ne metterebbe la mia arzilla ma non precisamente atletica vicina di casa di ottantacinque anni, percorrendola interamente a zig-zag, in quelli che, sono sicura, passeranno alla storia come i due chilometri stile zio Reginaldo.
Ed eccoci tornati alla scena d’apertura: sono in piedi sullo schienale del divano, un paio di grosse cuffie alle orecchie, gli occhi puntati sulla mia amica pronta a schiacciare play proprio sul finire del mio discorso: SONO LE NOVE ANZI È MEZZANOTTE, E TUTTI I BARBOGI DEL PIANETA, SEDUTI SUL SOFÀ, SORBISCONO SHERRY… è stato proprio l’entusiasmo per il perfetto tempismo con cui il riff di All Day and All of the Night ha coronato la mia impeccabile interpretazione del Conte di The Boat That Rocked che Philip Seymour Hoffman, perdonami, ti faresti un pelo più in là?, a farmi rovinare dal divano.

Insomma, oggi sono qui, il viso che riluce d’una adorabile tonalità di verde e i Kinks che mi fanno le piroette nello stomaco. Eppure il mio cuore è lieto. Qual è la morale da trarre, dunque, da questa storia, o posteri?
La morale è che vado un attimo al bagno, ma, nonostante tutto, quando tornerò, sarà la stessa cosa di ieri, dell’altro ieri, di oggi e degli anni che verranno: evviva il rock ‘n’ roll, evviva l’amicizia, evviva quelli che soffrono e ci cantano su (con l’ausilio assolutamente sporadico di bevande alcoliche, che sia chiaro, mia intrigante posterità) una volta, e due, e un due tre e…

TA TA DA TA DA DA DA DA
I’M NOT CONTENT TO BE WITH YOU IN THE DAY TIME

Ora però vado al bagno, solo un attimino.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...