1.03.2018 BIANCA

BIANCA

LETTERA SULLA MALINCONIA CONSAPEVOLE

Milano, 1 Marzo 2018

Cari Lettori,

Tra le cose più difficili da fare: non tornare indietro.

A volte mi capita di ritrovarmi davanti alla finestra , con una tazza di cioccolata calda e pensare… avrei potuto rispondergli.

Si chiama Filippo e tutto è finito con un messaggio l’anno scorso.

Un po’ per orgoglio, un bel po’ per amor proprio decisi di non rispondere a quell’addio di tre righe.

Non so perché ci penso ancora, forse certe risposte ti rimangono dentro se non le dai o forse perché nei momenti malinconici te ne viene in mente più di una. La verità è che la cosa giusta da dire, qualunque essa sia, ti viene in mente qualche mese dopo, quando non ha più senso neanche dirsela.

Questa mezza storia però mi è servita a capire una cosa fondamentale: i fallimenti possono essere delle grandissime botte di culo.

Mia nonna diceva sempre: ”quando le persone non hanno voglia di far niente, si aspettano che tu faccia qualcosa; quando le persone non hanno voglia di cambiare , si aspettano che tu ti adatti”. Infatti io , per mesi, ho fatto tanto e mi sono in qualche modo adagiata. Cercavo e volevo veramente un’illuminazione dall’altra parte, poi , però, mi sono illuminata io. Insomma la storia più vecchia del mondo.

Fu un periodo veramente complicato , quei tunnel capisci di aver attraversato solo dopo esserci uscita. Ho perso il controllo e mi sono completamente lasciata andare. E’ stata la mia salvezza.

Quando non c’è nessuno che ci pensa, ci pensa veramente la vita. Lei è un po’ come una divinità terrestre, una sorta di giudizio universale che avviene mentre cammini per strada e ascolti la musica. Esiste una ricompensa per chi si abbandona, per chi rinuncia, per chi è abbastanza coraggioso da scegliere cos’è giusto. Giuro.

Forse l’unica ragione che mi spinge sempre a non tornare mai indietro è l’idea di dover rivivere le stesse cose all’infinito. ”Se nulla cambia, tutto ritorna Bianca”, un’altra cosa che mi ripeteva sempre mia nonna quando mi intestardivo un po’ troppo. Altra storia più vecchia il mondo.

Molto probabilmente è per questo che non ho mai risposto a Filippo e del perché non gli ho mai più scritto, neanche da sbronza. Si arriva ad un certo punto in cui hai solo voglia di qualcosa di nuovo e di diverso e non di eterne continuazioni a storie senza fine.

Subito dopo aver finito la mia cioccolata calda, allontano la mia malinconia, e mi ripeto a bassa voce le storie più vecchie del mondo. Sono un po’ come le nonne, hanno sempre ragione.

Buona malinconia consapevole,

Bianca

 

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