19.03.18 La storia

Milano, ore 10.59.

Si apre la porta, il vento freddo irrompe.
Il bar è quasi vuoto. Si sente una voce.
Ordina un caffè: l’equilibrio si rompe.

Milano, ore 11.

Non dice il suo nome, e se lo dice mente
Non si vede il suo volto, è nascosto alla gente
O forse non lo vedo io che ho altre cose in mente
Non lo vede Emilia che serve la gente
distratta, oggi nuova musica sente.
Lo serve Iride, ma non alza lo sguardo,
il caffé prepara, ormai è il suo baluardo
ma i pensieri la tentano e non guarda il suo viso
Lo saluta soltanto con educato sorriso.
Kyle è seduto, beve il suo latte di soia,
Non riesce a trattenere la gioia
Di un nuovo incontro che deve arrivare
A rompere la noia del lunedì mattina.
Giulia armeggia con i suoi personaggi felice
Non alza lo sguardo e contenta dice:
“Sono Nora, no oggi Berenice!”

Sorseggia placido l’ospite misterioso,
Si atteggia con fare un po’ vanitoso
Si gira, è un’ombra! Un sospiro prezioso
Ringrazia, saluta, “il mio viso ancor nascondo!
non credo sarà oggi l’incontro fecondo,
tornerò, mi piace questo fare un po’ giocondo”.

E sarebbe tornato l’ospite dal volto coperto,
Ai nostri sguardi si sarebbe rivolto
Ordinando un caffé, ma sempre avvolto
Nel mistero di chi conosce ma non desidera svelarsi
Fino a quando sarà il tempo a decidere il da farsi.

Per oggi è tutto dal vostro bancone preferito, pulito, a volte un po’ ardito
Ma che non riesce a non dirvi la verità: altrimenti chi mai ve la dirà?

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