21.03.18 IRIDE

IRIDE

Buio.
Silenzio.
Pace.
Ancora buio.
Che pace.
Che silenzio.

Poi una luce, non debole, no.
Una luce bella, che irrompe sullo schermo.
Inizia il film, siamo tutti in silenzio.

Ecco un’altra cosa che amo di Milano, sì, è proprio amore.
Il cinema. Quanti cinema ci sono a Milano? Tanti. Ma mai troppi.
Il più delle volte non mi interessa la pellicola in sé. Mi interessa il cinema, come luogo. Con le sue poltroncine rosse o blu di velluto morbido o più ruvido. L’odore di Pop Corn, la fila per i biglietti (quante volte sono entrata all’ultimo secondo, con la tensione di non sapere se ci sarebbe stato posto), il biglietto strappato (li conservo tutti religiosamente in un diario). Ah, il cinema.
Ti prego non lasciarmi! Ti amo, ti prego resta. 
No, Douglas, devo andare… se mi ami, lasciami andare!  

Se mi ami lasciami andare. La frase più inflazionata dell’universo. Cosa mai vorrà dire io non lo so. Non che abbia molta esperienza in materia, ma se fossi in Douglas risponderei No! Ti amo quindifacciofintadichiedertidirimanere ma in realtà verrò con te. Se ci si ama bisogna stare insieme. Punto. Punto e virgola e punto esclamativo. Se ci si separa, se uno dei due sente il bisogno impellente di lasciare l’altro e andare via, allora vuol dire che sì forse c’era dell’affetto, profondo, ma non era amore. No, chi si ama rimane insieme.

Chissà se mia madre amava mio padre. Chissà se mio padre amava mia madre.
Forse no. Non abbastanza.
Non so neanche se mi ha mai visto in viso. Chissà cosa è successo.

Magari questa ricerca non mi porterà a conoscerlo, ma sicuramente sta smuovendo qualcosa dentro di me. Sono Iride, ma non più Iride di cinque mesi fa.
Chissà perché mi hanno chiamato così: perché dare ad una bambina il nome della Dea dell’arcobaleno per poi crescerla nel grigiume.

Il film sta per finire. Ah, il cinema. Quanto amo il cinema. A Milano ce ne sono più di trentacinque. Per ora sono a quota dieci.
Oggi ad accogliermi il cinema Beltrade che con la sua piccola sala contemporanea. Proiettano il più delle volte un film d’autore e in lingua originale . Probabilmente anche questo che sto guardando è un film d’autore. Ma non mi ricordo il titolo.

Finisce.
Di nuovo buio.
Poi luce, che dopo due ore di ombra quasi acceca.
Esco.
Quanto amo il cinema.

Poi, d’improvviso colori, oh quanti colori, immagini offuscate, una voce Iride bambina mia! Iride vieni, corri! 
Una voce maschile.
Comincio a barcollare sudare freddo non mi sento più le gambe le mani il viso ancora i colori ancora la voce Iride, Iride!
Cosa mi sta succedendo
Iride corri, vieni da me! 
Un ricordo. Sto vivendo un ricordo.
Il ricordo di mio padre.

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