27.03.18 VIOLET

VIOLET

SINGLE AND THE CITY 

Come sopravvivere da single nella Milano YMCgay.

PARTE 6.

Come trovare casa (o un uomo) senza abbassare le pretese.

Lo scorso anno dovevo comprare casa.

Avevo stilato una lunga lista di condizioni necessarie e imprescindibili e decisi che non avrei nemmeno visionato gli appartamenti che non rispettavano tutti i punti segnati.

Dopo mesi e mesi di ricerche inconcludenti avevo deciso di affidarmi ad un’unica agenzia immobiliare.

“Buongiorno, sto cercando un appartamento da acquistare.”

“Buongiorno, che tipo di appartamento cerca?”

La domanda più difficile di tutte. Quando ho tirato fuori la lista delle condizioni credo che si sia pentita anche la tipa di avermela fatta.

Lista di condizioni:

  • Due stanze più cucina abitabile (Una da affittare)
  • Non più in basso del secondo piano
  • Completamente ristrutturato
  • Vicinissimo alla metro
  • Possibilmente con terrazzo
  • Luminoso
  • Con esposizione in un cortile interno, quindi silenzioso
  • Budget che non giustifica la lista di richieste

 

“Bene, la chiameremo appena avremo trovato delle soluzioni che possano piacerle e fisseremo un appuntamento.”

Non ero uscita molto sollevata, ma incredibilmente pochi giorni dopo mi avevano chiamato e avevamo fissato un appuntamento.

Ad accogliermi al portone non c’era la tipa dell’agenzia ma un ragazzo. Doveva avere una trentina d’anni, indossava un completo blu scuro con una camicia azzurrina.

Mi aveva stretto la mano gentilmente e contemporaneamente mi si era stretto lo stomaco.

“Vogliamo vedere l’appartamento?”

Una volta su, lui aprì la porta e  entrammo in silenzio.

Le stanze erano vuote e sembravano più grandi. Lui mi raccontò delle cose sul riscaldamento centralizzato, sullo stato degli infissi e dei pavimenti.

“Cosa fai nella vita? Posso darti del tu?”

“Certo, lavoro in un’agenzia di comunicazione, qui vicino”

“Sembra bello”

Mi sorrise e sentii di nuovo la stretta allo stomaco.

“Calmati Violet, è gentile perché sta facendo il suo lavoro” Pensai.

Il silenzio del vuoto appartamento fece spazio all’elettricità.

Si sentiva nell’aria, rimbalzava contro le pareti e ci colpiva in continuazione.

Mi guardai intorno. Con una mano sfiorai il muro, non lo sapevo cosa mi stesse succedendo. Era come essere bloccati in uno spazio-tempo inesistente.

Lui si avvicinò e successe la cosa più assurda della mia vita.

Scossa elettrica. Dinamite. Boom.

Le sue labbra sulle mie, un tocco talmente rapido che per un po’ non seppi se era reale o frutto dell’immaginazione.

“E’ troppo piccola, cercavo qualcosa di più grande!”

E scappai. Cosa cavolo era successo? Avevo sognato? Ero certa di no. Ed ero certa anche di un’altra cosa: volevo rivederlo.

Quando mi chiamarono per fissare un altro appuntamento sperai con tutta me stessa che ci fosse lui ad aspettarmi fuori dal portone. E fu così.

Lui era lì. Ci salutammo come se nulla fosse accaduto, ma senza imbarazzo.

Mi fece vedere l’appartamento e poi accadde ancora.

Scarica elettrica. Dinamite. Boom

Stavolta il bacio fu più lungo.

“La casa è troppo vecchia, cercavo qualcosa di già ristrutturato” e scappai ancora, così all’improvviso.

La stessa scena si ripeté più volte, nessuno dei due ne poté fare più a meno.

Non ci dicevamo nulla di particolare, non sapevo il suo nome. Non c’era bisogno di perdersi in chiacchiere.

Era un’attrazione di corpi. E non c’entrava nulla con me o con la mia lunga lista di condizioni, era solo istinto e elettricità.

Così nel quarto appartamento facemmo l’amore. Era stato così intenso che cominciai a chiedermi come mai non avessi provato nulla di così forte per nessuno degli uomini con cui ero uscita in quell’ultimo anno.

Capii che, probabilmente, stavo trattando gli uomini esattamente come trattavo le case. Se non possedevano una serie di requisiti che io consideravo imprescindibili nemmeno ci uscivo.

Da quando ero diventata così esigente?

Per la prima volta stavo vivendo di sensazioni e d’istinto.

Ma quanto poteva durare davvero?

Avevo visto ventidue appartamenti. Nessuno mi aveva convinta.

O forse nemmeno li guardavo talmente ero impegnata a farmi spogliare dall’agente immobiliare con gli occhi scuri.

“Ma è reale?” gli chiesi.

“Cosa?”

“Questo, tutto questo?”

Lui non rispose. Forse se lo chiedeva anche lui, forse anche lui era stordito da quella situazione.

Avevo abbassato le mie pretese al minimo, tanto che provavo delle emozioni fortissime per uno sconosciuto che vedevo una volta a settimana in un appartamento di estranei.

“Ma se ci vedessimo fuori, non so per cena o per un cinema?”

Vivere d’istinto era bello. L’attrazione che provavano due corpi che sembravano essere stati creati per incastrarsi alla perfezione, il brivido dell’attesa, del proibito, era bello.

Ma non poteva bastarmi. Volevo saper quale fosse il suo piatto preferito, ridere guardando un vecchio film, sapere quale fosse il suo punto debole, il posto che per lui rende perfetta Milano.

Stavo alzando le mie pretese.

“Non posso. Tra una settimana mi sposo”

Scarica elettrica. Dinamite. Boom.

“Gli infissi sono vecchi, non va bene questa casa per me. Così, non può andarmi bene.”

Presi le mie cose e andai via.

Cambiai agenzia immobiliare e mi proposero un nuovo appartamento.

Il colpo di fulmine fu immediato. Corrispondeva a tutte le mie richieste, tranne una: la seconda stanza.

Ma pensai che a qualcosa si deve sempre essere disposti a rinunciare.

Quella casa mi era sembrata perfetta nello stesso istante in cui c’avevo messo piede.

Cominciava un nuovo capitolo della mia vita. Avrei vissuto da sola.

Il tipo dell’agenzia immobiliare non l’ho mai più rivisto. A ripensarci continuo a non sapere se ciò che mi era accaduto con lui fosse stato reale o solo frutto della mia fervida immaginazione.

Quello che so è che ci sono delle caratteristiche alle quali non posso rinunciare, che abbassare totalmente le pretese non è la soluzione.

Ma so anche che sarà come è accaduto per la mia casa. Un giorno lo vedrò e saprò che sarà perfetto.

Per il momento mi godo il mio divano, la mia cucina, e tutto lo spazio nei cassetti.

Violet.

6) Trovare un uomo abbassando le pretese

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