09.04.18 La storia

Milano, ore 11.

Ormai è tutto fatto, tutto procede, tutto è felice. Non manca niente, non manca nessuno. C’è chi nasconde un sorriso dietro gli angoli della bocca, pensando alla sera prima; c’è chi tamburella frenetico le dita su di me, tenendo il ritmo dei propri pensieri.

Sì, non manca proprio nessuno.

 

Milano, ore 11 e 15.

– MERDA, MERDA, MERDA, SONO IN RITARDO! Ti prego, per favore, un caffè macchiato versione XXL, devo scappare, s o n o  i n  r i t a r d o.

Iride appoggia trafelata la tazza extralarge da portar via per la cliente. L’ho riconosciuta. È sTELLA. Non è difficile individuarla, nove volte su dieci è in ritardo.

– Sono due euro e dieci – dice Iride, velocemente.

– Sì, scusa passo dopo, ora sono i ritardo, ODDIO le 11 e 20, mi uccideranno!

Esce di corsa prima che Iride possa anche solo abbozzare una risposta.

 

Milano, ore 11 e 30

La porta si apre. Entra un vento gelido. Stella, con passo lento e cadenzato si avvicina.

– Ciao, scusa per prima… ecco i soldi.

Ha sul viso un’ espressione che è un misto tra rassegnazione e tristezza.

– Ma no,tranquilla. Non sembri proprio una ladra di caffè – sorride imbarazzata Iride.

– Hai presente la canzone di Levante? Alfonso?

– Uhm, sì… vagamente…

– Beh ascoltala, perché è riassuntiva della mia vita. Che vita di merda! Ho sbagliato giorno capisci?? Capisci??? Che vita, che vita! Non riesco neanche più a stare al passo con le prove! Ma dove ho la testa?

Iride è incerta, non sa se intervenire o lasciarla sfogare facendosi i fatti suoi.

– Tieni, offre la casa – Emilia interviene tempestivamente.

– Grazie… mi viene da piangere… se solo mi dessero un euro per tutte le volte che capita sarei ricca, ricca vi dico!

– Dai su, non ti crucciare, capita a tutti…

– No! A me di più! Vi giuro che se la legge di Murphy prendesse vita avrebbe le mie fattezze. Potrei scrivere un libro: Stella e la vita da performer. Manuale di sopravvivenza. Sarebbe un successone, ve lo dico.

La questione comincia a farsi interessante, lo noto dallo sguardo delle ragazze.

– Quindi… tu scrivi?

– Scrivo… scribacchio direi, tengo un diario.

– E… ti piacerebbe che non fosse solo un diario?

Lo sguardo si illumina.

– In che senso?

– Piacere, io sono Emilia e lei è Iride. Hai da fare mercoledì sera?

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