30.04.18 La storia

Milano ore 11.

– Ti prego, sono tre giorni che mi parli solo di lui, abbi pietà!

-Violet, non capisci, ormai è cotta.

– Non solo lei, ti assicuro! Come minimo mi si è cotto il cervello.

Il suono del campanello fa sobbalzare tutte le ragazze al bar.

– Eccolo!

Le guance di Bianca si colorano di un rosso vermiglio.

– Beh, devo dire che è veramente carino! – ridacchia Margherita.
La bella bibliotecaria è ormai un’esperta della cotta dell’amica.

– Secondo me dovresti andare a parlargli.

– Eccerto, e magari dirgli anche che sogno di accarezzargli i capelli, e il nome dei nostri figli!

– Perché no? – dice Iride, ingenua – Io lo farei, tanto cos’hai da perdere?

– Scusa, tesoro, non ti offendere, ma si vede che non hai esperienza…

– Concordo con Violet, così saresti veramente inquietante. Piuttosto fai una mossa tattica… fatti notare! – interviene Emilia.

– Ideona! Adesso ti preparo un caffé, tu ti avvicini verso di lui, inciampi, lo macchi un pochino, poi ti offri di pagargli la lavanderia, così sicuramente ti dirà il suo nome!

– Iride, ti prego… mi sta venendo difficile non insultarti.

– Ragazze, forse non avete capito, ma io non voglio farmi notare! Mi basta guardarlo senza ritegno ogni lunedì… alla stessa ora…

Intanto il ragazzo tanto agognato sorseggia il suo caffé macchiato, con lo sguardo brillante, un po’ vispo, un po’ furbo. Ecco, ultimo sorso.

-È la tua ultima occasione, pollo moro lì sta finendo il caffé!

– Vai Bianca, vai!

– No, assolutamente non faccio nulla!

Ora ha veramente finito, sposta la sedia, mette il giornale sotto braccio e si dirige verso la porta.

– Dai ti prego, non reggo un’altra settimana così! – Violet è decisa,

– Vai Bianca! – Margherita è sempre più divertita,

-VI HO DETTO NO!

Poi Violet, con un movimento veloce e il carattere che la contraddistingue si alza e con un tic tac di passi si avvicina al ragazzo misterioso. Bianca ha uno sguardo disperato, la implora di fermarsi. Un altro cliente si mette sulla traiettoria, avvicinandosi al bancone ,ordinando un caffè. Ancora un NO dell’amica e poi… suona il campanello della porta.

Si sentono in sequenza: un sospiro di sollievo, una risata fragorosa, tacchi in dietrofront ed Emilia che dice: pollo moro è appena uscito.

Il tempismo ragazzi, il tempismo è fondamentale in certi casi.

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