14.05.18 La storia

Milano, ore 23.02.

– Shhhhhhhhh. Ho sentito un rumore.

– Tutte zitte ragazze! Anzi, spegnete la luce, presto!

– Oddio, oddio… sapevo che sarebbe successo, lo sapevo! NON POSSO PERDERE IL LAVORO LO CAPISCI??

-SHHHHHHHH cosa non capisci di stai zitta?

Non riuscivo a sentire bene la conversazione ma, considerato il silenzio tombale che si è creato nel minuto successivo all’apertura della porta del bar, penso che un botta e risposta di questo tipo sia del tutto plausibile.

Ricapitolando: le ragazze sono  nel retrobottega quando la luce del bar si accende. Evento assolutamente inusuale, non calcolato dall’intrepida Emilia. Nonostante la luce non riesco a scorgere chi effettivamente abbia rotto la routine delle ragazze. Sento solo dei rumori un po’ metallici, come un tintinnio di scarponi e poi il CRIIIIICK fastidioso di una sedia.

– Bianca, cavolo, stai attenta!

-Ragazze, immobili e zitte, IMMOBILI E ZITTE!

Ecco, ora riesco a vedere meglio il cliente notturno.  Che sia un ladro? No, la porta è stata aperta, non scassinata. Deve essere sicuramente qualcuno che ha le chiavi… ma chi, oltre al proprietario calvo e panzone? La figura che ho di fronte mi sembra piuttosto longilinea. Chi è? Poi lo sento parlare:

– Ma dove sono finite… le sto cercando da tutto il giorno! Stupide chiavi, si vanno ad infilare nei posti più assurdi.

– Se non le trovo a casa non ci entro… potrei dormire qui però… il divanetto è comodo…

Immediatamente spero che cambi idea. Non possono passare tutta la notte in un retrobottega!

– Niente, non le trovo. A lavoro non ci sono, dai miei non ci sono passato… l’unica è averle lasciate qui ma… ECCOLE!

Tiro un sospiro di sollievo. Velocemente il nostro uomo spegne di nuovo le luci, chiude la porta, poi la serranda e se ne va, così come era arrivato. La porta del retrobottega si apre.

– Oh, grazie al cielo!

– Un infarto, mi stava venendo, un infarto!

– Sempre la solita esagerata…

– Ma chi era?

– Il capo sicuramente no, la voce era diversa.

 

Emilia, Violet, Margherita, Bianca, Iride e Giulia mi sembrano più rilassate ora.

– Chi mai poteva essere?

-Vabbé, ma scusa, che importa? Non ci hanno beccate no? – Violet è pragmatica come al solito.

– Spero fosse una visita occasionale… e che non capiti più.

– Non capiterà più perché ci dobbiamo trovare un altro posto! – Iride ha la voce spezzata.

– Sciocca, e dove andiamo?

– Non lo so ma mi sono spaventata, ok?

– Questa storia della redazione comincia a farsi eccitante. Anche se ci beccano?

– Ehm, tipo potrebbe licenziare me e Iride? Ad esempio…

– Ah giusto, giusto… – Giulia abbassa lo sguardo, poi, sbadigliando dice

– Vabbè. io torno a casa, si è fatto un po’ tardi.

– Sì, andiamo via tutte, a domani ragazze.

Richiudono tutto, si salutano ancora e se ne vanno. Se solo potessi rivelare loro chi le ha quasi scoperte.

Ma questo è il mio ruolo, osservare, non rivelare. D’altronde… sono solo un bancone di un bar.

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