08.10.18 LA STORIA

Milano, ore 11.

Tra tutte le stagioni l’autunno è quella che amo di più. Si può chiaramente osservare come le persone reagiscono al freddo incombente. C’è chi decide di cominciare a vestirsi pesante a poco a poco, per abituarsi al diminuire costante della temperatura e chi non riesce ad abbandonare anche solo l’idea di una soleggiata estate e che, anche a costo di prendersi un accidente, continua imperterrito ad indossare magliette a maniche corte e shorts.

Poi ci sono le nostre ragazze.

– Quando pensi che potrà essere operativo?

– Penso una settimana.

– Ommamma, non sono mai stata così emozionata…! Ormai non ci speravo più…

– Ma la speranza è l’ultima a morire, no? Sì, arrivo subito con i vostri cappuccini, Bianca poi aggiorna anche me, mi raccomando.

– Certo Emi! Iride mi prepareresti il solito, per favore?

– Subito capo… Senti, ma poi quando iniziamo a pubblicare?

– Dobbiamo decidere ‘tu sai quando’, ma credo che il giorno dopo l’uscita del sito possa già andare bene.

– Che emozione… Dopo tutto questo tempo!

Ticchettio di passi, profumo Narciso Rodriguez. È arrivata Violet.

– Amicheamicheamicheamiche sentite qui, ho scritto la descrizione del nostro progetto!

Revolutionary friends – ogni giorno sarete accompagnati da letteratura, recensioni musicali o di libri, pensieri e parole scritte da un gruppo di amiche rivoluzionarie che, combattendo l’illegalità dell’ignoranza, scrivono senza sosta per rendere il mondo un posto più bello… o, almeno, più colto.

Pausa di silenzio.

– Non è un po’… pretenzioso?

– Ma cosa dici, tesoro, è PERFETTO! Non è per questo che lo facciamo? Per esprimerci e fare del buon servizio civile?

– Sì… Se qualcuno ci legge, però.

– Giulia, cara, peró se partiamo così… Questo è il nostro obiettivo! Ci arriveremo pian piano!

– Quindi il nome rimane Revolutionary Friends?

– Certo, perché siamo Amiche e ci incontriamo in via della Rivoluzione. Geniale, quasi avanguardistico!

Violet è incontenibile. Ma, alla fine, è proprio questo il bello. Non riuscire a contenere la gioia per i propri progetti, per le proprie ambizioni e per i propri cambiamenti, per quello che verrà ma a cui dobbiamo lavorare da adesso. Un po’ come durante l’autunno. È inutile sperare disperatamente che torni il sole e il caldo. È giusto abituarsi gradualmente al cambiamento, prepararsi per l’inverno, preparare il terreno per il nostro futuro, mattone dopo mattone, strato dopo strato, parola dopo parola.

L’autunno è la stagione perfetta per chi ha dei progetti. Perché poi, d’inverno, l’unica luce che rimane è quella dei propri sogni.

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