MARGHERITA 10.10.2018

margherita

SOFIA SI VESTE SEMPRE DI NERO –  Cognetti

È tornato l’autunno, riportando con sé l’abitudine. Lo si percepisce dal fermento che pervade Milano, dove il traffico riprende incessante, fra la corsa comune a scuola e al lavoro e la tentazione di rintanarsi sotto le coperte con una tazza di tè fumante. Anche nella biblioteca, il mio piccolo angolo di mondo, tutto riprende come prima. Le sedie lasciate vuote ad agosto tornano ad essere popolate da ogni sorta di avventori, studenti alle prese con esami universitari, bambini che scoprono la gioia di leggere i loro primi libri e adorabili vecchietti che ingannano il tempo fra le pagine di un romanzo. Mentre sistemo una pila di volumi, noto in lontananza una ragazza stramba, completamente vestita di nero. Non so esattamente perché, forse per la sua aria dark, ma quella ragazza mi ricorda Sofia, la protagonista del libro di Paolo Cognetti Sofia si veste sempre di nero. Sofia, ragazza enigmatica e inafferrabile, fa da collante ai dieci racconti che compongono il romanzo della sua vita, che si dipana negli anni ’80 e ’90 fra Milano, Roma e New York, una madre affetta da depressione, un padre diviso fra l’amore per due donne, una zia  politicamente impegnata, la passione per il teatro e i molti amori. Ma non si tratta solo del romanzo di formazione di quella protagonista che afferma Io voglio essere felice adesso. Il libro di Cognetti, scritto da uno dei giovani scrittori italiani che meglio sanno interpretare il disagio giovanile della nostra contemporaneità, seguendo con continue analessi e prolessi la vita dei protagonisti della generazione precedente a quella di Sofia, è in grado di ricreare l’atmosfera cupa degli anni di piombo e di far trapelare echi di letteratura industriale, con la narrazione dell’acquisizione dell’Alfa Romeo da parte della Fiat e le conseguenti ripercussioni sulla vita dei suoi dipendenti. Partendo quindi dalla narrazione di storie private per ampliare poi lo sguardo sull’universale, risulta proprio vero che

Ogni fiore piantato, ogni giocattolo dimenticato nell’erba è un pezzetto di una storia più grande e uno può anche provare a ricostruirla partendo da lì, da una sdraio, un’aiuola di lavanda e rosmarino, un tavolo di plastica con quattro sedie pieghevoli, un’amaca, un triciclo, la ciotola di un cane.

La storia di Sofia, iniziata con i racconti delle avventure di pirati e contrabbandieri che hanno caratterizzato la sua infanzia, pare approdare a New York, città portuale per eccellenza. Ma neppure qui la giovane donna, moderna Holly Golightly, saprà trovare il suo equilibrio. Sofia sarà infatti destinata a partire nuovamente, non senza però aver prima consegnato il suo passato perché potesse essere raccontato da un libro e da una cinepresa, luogo in cui pare rivelare la sua vera essenza:

“Sei la maestra e l’allieva della tua vita. Impari dalla te stessa del passato, insegni alla te stessa del futuro: le persone normali si smarriscono lì dentro, tu ti ci muovi danzando.” 

Consigliato a chi voglia leggere una storia emozionante, scritta da uno dei più interessanti autori del panorama italiano contemporaneo.      

     

 

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