29.10.18 LA STORIA

Milano, ore 11.

– Ok, ok! Va bene. Adesso vado a parlargli!

– Vai B! Sono fiera di te, non immagini quanto.

– Violet, piantala di prendermi in giro!

– E chi ti sta prendendo in giro scusa? Iride, puoi dire qualcosa alla tua amica? Mi sembra un po’ suscettibile al momento.

– Tranquilla B, gli sto facendo un cappuccino coi controfiocchi! Ti preparo la strada, sorella!

-Ok, ok. Vado.

Sì dirige così dall’altra parte del bancone. Con un movimento voluttuoso agita i capelli lucenti – lavati tre volte la scorsa sera perché non si sa mai – recupera il suo portatile, il cellulare, le immancabili riviste e si siede.

– Un succo d’arancia, per cortesia – dice con ostentata sicurezza.

– Arriva subito! – risponde Emilia con la sua solita voce argentina.

Poi Bianca si gira verso il suo vicino, lo guarda, gli osserva la camicia bianca e perfettamente inamidata, l’orologio proporzionato al suo polso, le labbra rosse e carnose. Dischiude la bocca per dire qualcosa ma…

– Oddio no, quella faccia da pesce lesso no!

– Perché non sta parlando, perché? Margherita, dimmi ora perché lo sta fissando senza dire nulla.

– Ma non lo so! Oddio, che imbarazzo…

– Emilia, fai qualcosa! Rovesciale addosso dell’acqua!

– Ci penso io, non ti preoccupare.

Le ragazze, Giulia, Margherita, Iride, Violet e Ludovica, osservano la scena con aumentata impazienza. Si avvicina Emilia.

– Bianca, ecco il tuo succo, filtrato come piace a te!

Poi, rivolgendosi al ragazzo che le sorrideva affianco – ed ecco il tuo cappuccino, la mia collega ci ha aggiunto un po’ di cannella. Spero ti piaccia! Bianca, non è fantastica la cannella con il cappuccino?

Risvegliata improvvisamente dalla sua catalessi -Oh, sì, sì! È ottima, davvero, io la metterei ovunque, ovunque, davvero!

– Ahem, Bianca rallenta e abbassa la voce – Emilia bisbiglia.

– Giusto, giusto. Comunque piacere, sono Bianca.

Il ragazzo, o pollo moro, come qualcuno può ricordare, sorride amabilmente sotto i baffi, bevendo un lungo sorso di cappuccino.

– Piacere Bianca. Sono Marco.

Una stretta di mano.

Ecco l’inizio dei loro guai. Da una semplice e incredibilmente vigorosa stretta di mano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...