14.12.2018 EMILIA

emiliaCAPITOLO 13

Solito mortorio nella fascia oraria delle tre-quattro. E quando dico mortorio intendo mortorio con tutti i crismi: non un cliente all’orizzonte, la sala del caffè è vuota e spazzata dagli spifferi come nel vecchio West; nulla sembrerebbe dunque impedirmi di prendere lo stereo e cominciare a saltellare a destra e a sinistra dietro il bancone come Regina Spektor nel video di Dance Anthem of the 80s… anche se forse… forse forse… a parlare di Regina Spektor… mi è venuta una certa voglia di… massì, via.
Cominciamo.

LE OLTREMODO POCO SIGNIFICATIVE MEMORIE DI EMILIA B.

Capitolo 13 – Un parziale resoconto dei miei rimestii interiori che non interessano probabimente a nessuno, ma ci fosse anche solo una persona che leggendoli dicesse mio dio, parla di me allora troverebbe forse conforto in questa canzone e ne sarebbe valsa la pena

I know the morning is wiser than the evening
I know that wrong and right can sometimes look the same
So many things I know but they don’t help me
Each day I open up my eyes and start again

Succede un giorno come un altro, non lo puoi prevedere, non lo puoi evitare: ti svegli, ti guardi allo specchio e non ti riconosci più. Una serie di cose sgradevoli, innescate da te in prima persona quando avevi la testa da un’altra parte o il cuore da un’altra parte o forse solo la vita che ti succedeva tra le mani e tu l’hai lasciata fare, si sono accumulate, una dopo l’altra, sulla tua coscienza, sassetto indigesto su sassetto indigesto, e i sassetti diventano pietre e le pietre macigni.
Poi una mattina ti guardi allo specchio ed è successo: non ti riconosci più.
Dov’è il brillio? Lo cerchi nei tuoi occhi ma è febbricitante e malato o fioco e opaco come un lumicino dietro il faro di un auto appannato dal tempo.


I know the morning is wiser than the evening
I know there’s nothing wrong, I shouldn’t feel so down
So many things I know but they don’t help me
Each day I open up my eyes to look around

Quel che ti scombussola è che ti sembrava d’aver raggiunto una certa età e con l’età un certo grado d’autoconsapevolezza; d’aver preso le misure di te stessa, d’esserti messa alla prova un numero sufficiente di volte da capire com’eri fatta, per lo meno sulle cose grosse. Ti sembrava d’aver dato una direzione alla tua vita, d’aver messo assieme non dico tutti i pezzi del puzzle, ma almeno la cornice e le parti importanti, le linee guida. Poi una mattina ti guardi allo specchio ed è successo: non ti riconosci più.
E il problema non è nemmeno che tu non sappia più che a santo votarti: di verità, in tasca, ne hai tante (lo so che non tutto è giusto o sbagliato, lo so che ci sono cose peggiori nella vita, lo so che è la vita che è così, canaglia, lo so che siamo umani, lo so che un giorno questo dolore mi tornerà utile e lo so che e lo so che e lo so che…), eppure ti manca la nozione più importante: come si può passare dal saperlo al sentirlo? Come si fa a prendere una verità e distillarla, goccia balsamica a goccia balsamica, nel cuore, nel cervello, nell’anima o in quale che sia il circuito deputato a mettere le nostre emozioni una in fila all’altra?
Mi hanno insegnato a sapere ma nessuno mi ha mai insegnato a fare.


I know the morning is wiser than the evening
I know that all of life just happens in between
So many things i know but they don’t help me
Each day i open up my eyes and it begins

Forse la chiave è proprio questa: ricominciare ogni giorno, da nuovo. Lasciare che, per un po’, sia la luce del sole a brillare al posto mio, nei miei occhi stanchi.
E forse una mattina mi guarderò allo specchio e troverò una pagliuzza, in fondo allo sguardo: allora saprò che la luce ha piantato il suo seme e subito spalancherò le finestre, la lascerò entrare prepotente, grandiosa nelle mie stanze e riconoscerò quello che c’è dentro e lo chiamerò per nome, tutto, il bello e il meno bello e lo schifo, e luciderò quello che vale la pena d’esser conservato, e butterò via quello che non serve.
Poi mi guarderò allo specchio, e sarà tutto come deve essere.

Riordinare le stanze e riconoscersi allo specchio: son cose che al buio non si possono fare.

The light comes shining in my eyes, the light comes shining in my eyes, the light comes shining in my eyes, the light, the light, the light…

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