MARGHERITA 27.02.2019

margherita

OTTANTA ROSE MEZZ’ORA– Cristiano Cavina

Sistemando le nuove uscite, fresche di stampa, appena arrivate in biblioteca, mi sono imbattuta in un libro consigliato da un’amica: «Marghe, dovresti leggere l’ultimo libro di Cristiano Cavina, Ottanta rose mezz’ora. Una storia così controversa eppure così poetica, non saprei bene come definirla…non è certo una favola ma a tratti sembra conservarne l’incanto. Fammi sapere cosa ne pensi».

Ottanta rose mezz’ora, libro fortemente sentito dall’autore in quanto autobiografico, è una storia d’amore decisamente anticonvenzionale, in cui luci e ombre si mescolano per delineare il ritratto di una protagonista fuori dal comune, al di là di ogni retorica. Parlare di temi come la prostituzione non è mai semplice, in particolar modo quando a prostituirsi è una donna come Sammi, una comune insegnante di danza che, trascinata nel baratro dai debiti, decide di mettere in vendita il proprio corpo, mai per piacere, ma unicamente per guadagnare quanto più possibile per riuscire finalmente a risollevarsi e ad inseguire i propri sogni. Tanto più è difficile parlarne quando è il suo uomo a sostenerla e ad accompagnarla in questa sua scelta, pur continuando ad amarla, e anzi, forse amandola ancora di più per questo suo coraggio. La narrazione in prima persona, condotta da Cavina con uno stile diretto e scorciato, che sembra immortalare dei frame fotografici, plasma due personalità antitetiche ma per questo complementari. Ad un io femminile dominato da una rara forza di volontà e che presenta in sé contraddizioni profonde, tanto da saper serbare sprazzi di infantile innocenza, pur in una condizione esistenziale degradante, si contrappone un io maschile abulico, che abdica a qualsivoglia ruolo salvifico, ma che tuttavia non cessa di dare amore alla propria donna, pur accettando supinamente la sua sofferenza. Il senso di colpa si insinua in lui, ma rimane la consapevolezza che Sammi non chiede di essere salvata:

Sapevo che avrei dovuto sentirmi in colpa, ma è questa la parte davvero inspiegabile di tutta la faccenda che sta tra il nascere e il morire: non c’è un modo esatto. Dolore e bellezza, schifo e estasi, si mescolano continuamente, in ogni momento, macchiando e illuminando. La forza che ci innalza è la stessa che ci precipita. Una tensione costante tra salvezza e perdizione. 

In questo libro si parla molto d’amore, mai scisso dal sesso, e ciò che più colpisce è lo stupore dell’innamoramento che i protagonisti riescono a mantenere pagina dopo pagina. Il protagonista e narratore maschile concluderà infatti il romanzo dicendo:

Vi siete mai innamorati di Sammi?

Una normalissima ragazza italiana, con i lunghi capelli neri raccolti in una coda e le fossette in fondo alla schiena.

Riceveva tra un turno di lavoro e l’altro. Insegnava danza.

Una ragazza coraggiosa.

E amava soltanto me.

Per tutti gli altri, costava ottanta rose mezz’ora.  

 

Consigliato a chi voglia leggere una delle più interessanti ultime uscite.

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